Impiego Scoria di Acciaieria come Fertilizzante in Agricoltura

ISAFA

L’industria siderurgica è impegnata nel raggiungimento dell’ambizioso obiettivo “zero waste”, ovvero processi di fabbricazione dell’acciaio con il completo riciclo interno o l’utilizzo all’esterno dei residui di lavorazione, dopo opportuni trattamenti. Tra questi, le scorie possono essere utilizzate nell’industria del cemento, nella costruzione di strade o nei riempimenti. Tuttavia, mentre le scorie di altoforno (loppa) sono quasi riutilizzate integralmente, soprattutto nel processo di fabbricazione del cemento, per quanto riguarda le scorie di acciaieria è necessario incrementare il loro utilizzo, per ridurre ulteriormente le elevate quantità che ancora oggi vengono conferite in discarica e che quindi possono avere un negativo impatto sull’ambiente.

La scoria di acciaieria, come quella di altoforno, viene utilizzata parzialmente per i sottofondi stradali e come materia prima per i cementifici. Solo una piccola parte viene impiegata come fertilizzante e per la neutralizzazione dei terreni acidi. In Italia, rispetto ad altre nazioni in Europa e nel mondo intero, l’uso della scoria di acciaieria come fertilizzante è basso, nonostante in passato esso sia stato praticato con tipi di scoria provenienti da processi di produzione oramai obsoleti.

Questo progetto, finanziato dalla Regione Toscana  - Direzione Generale delle Politiche Territoriali e Ambientali - nell'ambito del
"BANDO RICERCA E INNOVAZIONE IN CAMPO TERRITORIALE E AMBIENTALE", era finalizzato a verificare la fattibilità di un maggior uso della scoria di acciaieria per il trattamento dei terreni e come fertilizzante.

Una parte del lavoro ha riguardato lo studio delle caratteristiche delle scorie di acciaieria fornite dal gruppo siderurgico LUCCHINI operante sul territorio toscano a Piombino.

Lo studio era finalizzato, da un lato, al possibile impiego delle scorie di acciaieria, grazie alle loro spiccate caratteristiche basiche, come correttivi dei terreni, in relazione alle coltivazioni specifiche; dall’altro,  l’uso come fertilizzante, è stato  studiato al fine di ottenere delle scorie che, tramite eventuali opportuni trattamenti, abbiano specifiche caratteristiche fertilizzanti.

Una parte del lavoro è stata dedicata alla caratterizzazione ed alla individuazione dei terreni presenti sul territorio toscano più idonei per l’utilizzo di dette scorie in funzione anche delle normative vigenti in materia. Sono state valutate le possibili ripercussioni in termini di tecnica colturale e produttività delle colture individuate fra quelle più idonee.

Lo studio di fattibilità è stato completato anche con l’individuazione di altre forme di utilizzo delle scorie ed in particolar modo alla possibilità di impiego in impianti di fitodepurazione.

Start Year: 
2009
End Year: 
2012
Contact Person: